Beatrice

Attimi di Arte

Ben Vautier – leggersi leggendo

“Parole, parole, parole, soltanto parole…” cantava Mina nel 1972. Circa 35 anni prima nacque l’artista Ben Vautier e il momento più significativo della sua carriera artistica si ha nei primi anni Sessanta quando, ispirato dalle lezioni di Yves Klein e Marcel Duchamp e dai Nouveaux Réalistes, proietta la sua arte allo slogan “Lo possono far tutti” che rese celebri i Dada; mettendo in discussione ogni possibile confine riguardo a cosa si ritiene opera d’arte. Dal momento che, secondo lui, non c’è differenza tra ciò che è arte e ciò che non lo è. Tutto è arte e la vita è arte, per cui, tutti possono fare arte.

“non esiste limite all’arte, perché non c’è né inizio né fine, né dentro, né fuori, né vuoto, né pieno né tempo, né spazio… il limite dell’arte è l’artista che lo decide..”

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Ho iniziato citando una famosissima canzone di Mina perché l’arte di Vautier è fatta di parole. Bianco su nero, nero su bianco – con soli due colori tutto si compie.

Un giorno Georges Braque disse che occorre avere sempre due idee, una per distruggere l’altra e mi viene da pensare che quella di Vautier sia come una poetica dell’attrito e della riflessione. L’artista intuisce che la parola è il fulcro della propria ricerca artistica; un’idea che si fa parola ma anche dubbio e riflessione. Una poetica in cui le parole ci spingono per un attimo a pensare riuscendo a rendere importante qualsiasi azione “banale” e consueta come la scrittura. Una poetica in cui le metafore, le frasi, gli aforismi – forse apparentemente senza senso – ci spingono a dubitare delle nostre certezze che in un attimo possono diventare cenere; facendoci capire che tutto è capovolgimento.
E quindi ecco che Ben Vautier ci appare oggi come un “enfant  terrible” ma, come dice Max Ernst, “l’art est un jeu d’enfant”.

“Regardez moi, cela suffit”… e non posso fare a meno di pensare a Milan Kundera che, nella sua Insostenibile Leggerezza dell’Essere, disse che tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci guardi.
Chi riuscirebbe a vivere senza essere osservato? L’osservazione è attenzione, cura, rispetto: tutto ciò che merita un’opera d’arte. 

Dire perché le parole di questo artista mi affascinano è difficile, parlare di emozioni è difficile e anzi, sono del parere che sull’arte, a volte, non si possa dire assolutamente nulla. A maggior ragione se, come in questo caso, è l’opera d’arte stessa a parlarci. Nelle migliori delle ipotesi, tutto ciò che viene aggiunto non è altro che una descrizione, una parafrasi – e la poesia la lascio a chi tocca.

Beatrice Carducci

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Un commento su “Ben Vautier – leggersi leggendo

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